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Vito

Vito

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credo nel Signore, creatore di tutto, sono molto riflessivo ma se un amico/a è giù di morale, so trasformarmi in un clown
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August 13

PAROLE NON DETTE

 

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VEDO IL MIO CUORE, QUANTI SENTIMENTI IN ATTESA,
IMPAZIENTE E' LA LORO VOGLIA DI USCIRE, INCOLPEVOLI ESULI.
A DOPPIA MANDATA, LA PORTA ERA CHIUSA, VIVACE ALLEGRIA
ALLA MUTA ESPRESSIONE, DONAVA IL LORO INVOLUCRO.
 
 
FRASI SENTITE, VOLUTE, MA MAI PRONUNCIATE, DA SEMPRE
SONO STATE UN FARDELLO, IL PESO DI VERBALI EMOZIONI, RICACCIATE
CON MESTA TRISTEZZA, DAL MUTO RIMPIANTO DI CHI,
RICCO D'AFFETTO, LASCIAVA LE PAROLE IN UN GRIGIO FORZIERE.
 
 
IL SOLE DELL'ANIMA, VELATO ALL'ESTERNO, DA SPESSE NUBI,
COME SCHERMO DI DURA CORAZZA, SICURA DIFESA DELL'INSICUREZZA,
SCALDAVA SOLO QUELL'EREMO, PROFONDO PUNTO INTERIORE,
CONFINO DORATO, SIMBOLO DI UNA DIMENTICATA ESTERIORITA'.
 
 
STRALI DI GENEROSO CALORE DI AMICHE ORIGINI,
CON LA COSTANZA E LA FORZA DI CONFORTEVOLI SORRISI,
COME POTENTI FASCI DI LUCE HANNO ATTRAVERSATO IL CORPO,
SENZA DOLORE, POTENTE ANESTETICO IL LORO AFFETTO.
 
 
POCA LA RESISTENZA DEL FREDDO SCRIGNO,
CHE, GUARDANDO INCREDULO LE SUE PRIME CREPE,
HA VISTO SVANIRE, CON ARRENDEVOLE RASSEGNAZIONE, LA SUA SICUREZZA,
PERMETTENDO L'ESODO DI IMPAZIENTI PROFUGHI, IN FUGA DALL'IO.
 
 
MELODICHE TISANE SONO ORA GLI ESPRESSI SENTIMENTI,
CHE VANNO A COLAMRE I VECCHI SILENZI,
RICORDI NON LONTANI DI PASSATI RIMPIANTI,
CHE LA NUOVA REALTA' INIZIA A SFUMARE I LORO CONTORNI.
 
 
VITO
August 08

L'ABITO CHE INDOSSIAMO

 

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Ognuno di noi, come un abito cucito addosso, mostra una propria
immagine, una copertina, a volte colorata, altre volte spenta e
grigia. Non sempre questa copertina è la fedele rappresentazione
del libro che incarta, cioè, la nostra anima, i nostri sentimenti.
Proiezioni allegre di interiori tristezze, o triste mestizie, ingannevoli
rappresentazioni di serenità che non vogliono apparire?
Quante costruite allegrie di un clown, nascondono effettive malinconie,
che, venendo fuori nella privata solitudine della sua immagine riflessa
in uno specchio, in scena devono essere abilmente camuffate, perchè
la gente, addosso a lui, vuole sempre vedere quella smodata ilarità,
quel vestito, a volte difficile da indossare, ma, almeno nei loro sogni,
vorrebbero fosse il loro.
La vergogna, o la reale impossibilità di farlo, traspone la loro
fantasia, in quelle vesti, indosssate per necessità, da un uomo solo
nella pista, a rappresentare la sua finta realtà, proiezione mentale
di mille altre realtà, costruite per la scenica rappresentazione della
quotidianeità.
Molti dei lavori che svolgiamo, prevedono anch'essi un determinato
personaggio, siamo noi a condizionare quella figura, o ci facciamo
da essa assorbire completamente?.
Spesso in un contesto del genere, mostrare il nostro vero essere, può
risultare scomodo per quell'ambiente, magari molto serioso e
compassato, dove l'esteriorità è molto importante, d'altro conto,
farsi assorbire completamente da un tipo di personaggio, fondamentale
per quel tipo di scenografia, ma che riteniamo non sia il nostro, può
essere avvilente: può un arlecchino recitare l'otello?.
In questo caso, modificare le proprie vesti, costituisce necessità,
operazione indispensabile, anche se non voluta.
Ci sono sicuramente, persone che indossano con fedele meticolosità,
il vestito del loro vero essere, ma quanti sono?, gli altri si possono
riconoscere ad un primo sguardo, o ci sono abili attori che, con
collaudata maestria, riescono a sfuggire anche agli osservatori più
attenti?. Vi è chi varia la sua veste per necessità di farlo, ma vi è
chi lo fa, per il piacere assoluto dell'inganno e del sottile piacere di
essere interprete della falsa apparenza.
La storia dell'uomo è piena di personaggi che, differenziandolo da
quello reale, adattavano il loro abito in base all'occasione, come pure,
questi moderni "Fregoli" della personalità, sono stati fonte di ispirazione
di opere letterarie. Evidentemente questa è una figura molto sentita,
perchè forse, molto comune.
Concludo con una domanda molto profonda che può avere tante
risposte, in base a quanti se la pongono, e che, una amica, a me molto
cara, ispirandomi questo post, ha formulato: "l'abito che ci cuciamo
addosso, è quello che vorremmo, o quello che ci è stato assegnato?".
 
 
Vito
August 04

NOTTE INCANTATA

 

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E' già da un pò, che il sole, rosso messaggero di luce, eclissandosi ai
nostri sguardi, ha promesso il suo ritorno, lasciando il posto alle prime
flebili oscurità, avanguardie discrete della notte che siavvicina.
Le nostre ombre, inseparabili compagne di vita, dopo un continuo
allungarsi, sembrano lentamente svanire, con la solita rispettosa silenziosità.
La notte, con passi felpati, si avvicina, il suo breve regno si instaurerà
senza prepotenza, fino a cedere lo scettro all'alba nascente, alternanza
regale con il mondo della luce.
Lontano dai clamori di luci artificiali, freddo calore della moderna esistenza,
la notte vive tutta la sua bellezza, con la sua apparente oscurità che, come
il conforto di un caldo abbraccio, avvolge i miei pensieri, e il mio profondo
respiro, fresco di prossime rugiade. Vedo innalzarsi e volare nel regno del
possibile, enormi sciami di sogni, speranze coltivate, attese fino ad ora
deluse, sentimenti che, alla ricerca dell'antidoto contro la tristezza, vengono
affidati alla notte, con la fiducia di nuovi orizzonti.
Il fresco alito dell'oscura signora, giunge senza invadenza, dal montuoso
paesaggio. Incrocio le braccia come blando riparo, e guardo tutto intorno,
foglie gentili, esili erbe, e vanitosi fiori, inchinarsi leggermente al suo
passaggio, riverente omaggio al respiro della notte.
Quanti profumi inebriano i miei sensi, fragranze misteriose create durante
i millenni, dall'abile maestria del tempo, dosate con saggezza, per rigenerare
lo spirito, e che, nella notte, offrono il massimo del loro potere.
Essenze soavi, che sommano la loro serenità, al sottofondo canoro di grilli
innamorati, che offrono serenate, all'apparenza monotone, ma che, a saperle
ascoltare, contengono infinite sfumature musicali, personali divagazioni sul
tema dell'amore, propri omaggi al cuore dell'amata.
Vedo sullo sfondo montuoso, una moltitudine di luminose lucciole, tante
fiammelle che danzano, eleganti movenze ereditate da sempre, a formare un
tutt'uno, unica coreografia dal potere ipnotico, che mi rapisce, con estasi e
senso di appartenenza al loro mondo, per lunghi momenti, piccole eternità
che sembrano attimi. Mi distoglie il rumore di un ruscello poco lontano, quel
suono di acqua limpida, fonte di vita di tante vite, che scorre nelle vene della
terra, e che, magia della notte, mi porta note armoniche di fresca serenità.
Quanta vita cela la notte ad occhi distratti, un brulichìo di esistenze, sotto
l'attento sguardo della pallida signora, totem dell'amore sospeso nel cielo,
pietra preziosa incastonata fra migliaia di tremolanti minuscoli riflessi, di
remote fonti di vita, alla quale giungono, con eterna continuità, invisibili scie
di luminosi ambasciatori, proiettate dalle menti di milioni di innamorati che
hanno affidato loro i propri sospiri.
La vita di oggi, è una amara realtà, la sua caoticità, il suo frettoloso ritmo.
le sue ammiccanti sirene della modernità, ci sta facendo dimenticare, con
sadico suo piacere, questo spettacolo gratuito, che fa rinsaldare il nostro
patto con la natura, questo spettacolo sublime, lo spettacolo di una estiva
notte incantata.
 
 
Vito
 
July 30

LE MANI

 
 

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Le mani, sono un universo che trasmette i più svariati sentimenti, sanno essere
gioia, sanno essere dolore. Le mani di due persone di spossono stringere, per
suggellare un patto, tacito consenso di una corrisposta fiducia, quando le parole
sono superflue esternazioni. Sanno diventare un caloroso abbraccio, per
ricevere e trasmettere, quelle rasserenanti vibrazioni, di una amica, che il
tempo, con il suo cinico trascorrere, aveva celato al tuo sguardo, o quelle del
proprio amore, magnetiche onde di assoluta elevatezza.
Una mano può chiudersi e aprirsi per fare un bel ciao, triste premonitore di una
breve assenza, e indelebile certezza del prossimo rivedersi.
Si alzano in aria, le mani a resa, di chi, stanco della lotta, si abbandona ad un
triste presente, e, pur non disperando in un futuro migliore, pone le mani
giunte, in una preghiera implorante, che senza ostacoli, sale nel cielo, certa
destinazione, la divina speranza.
Con gesti precisi, le mani parlano quel linguaggio universale che, sfidando il
mondo del silenzio, portano parole altrimenti inascoltate.
Cambiano la realtà, con la sottile e perfida arte dell'inganno, le abili mani di un
prestidigiatore, che, beffardo e compiaciuto, nutre il suo orgoglio con gli occhi
spalancati e increduli dello spettatore sognante, perso per un momento in una
finta realtà. Si legge nelle mani di calli adorne, la grande fatica di uomini tenaci,
cotti dal sole e dalla vita, irrorando ogni singolo istante, con copiose gocce di
antico sudore, conquistando ogni giorno il diritto a una decorosa esistenza, e
l'orgoglio di guardare fiero, diritto negli occhi i suoi figli, e leggervi il loro grazie.
Sa essere pietosa la mano, che sfiorando leggermente l'occhio, perso
nell'oscuro labirinto di dolori e tristezze, preleva una lacrima, opaca goccia di
rugiada, mattutina malinconia. A volte la mano è violenza, portatrice di amare
sofferenze, da parte di chi, al posto del cuore, ha un freddo pezzo di pietra,
incapace di amare, forse per vecchio retaggio di una esistenza senza affetto, o
anche solamente, per un vago appagamento di quella sottile insaziabilità
dell'altrui dolore. Una mano è capace anche di tendersi, per rialzare dal fondo di
di un piccolo baratro, le altrui cadute, uomini distesi sulla fredda terra che, con
speranzosi occhi imploranti chiedono con fiero silenzio, l'appoggio sicuro per
risollevarsi alla vita. Le piccole mani di bimbi spensierati, si coprono gli occhi,
per dare tempo agli amici,  di trovare un buon posto dove nascondersi,
speranzosi di non essere scoperti, anche se, con innocente scaltrezza,
distanziando leggermente due dita, il furbo cercatore osserva la scena, e i
pretesi nascondigli diventano vani. Con la sua piccola mano, sollevando uno per
volta le esili dita, il piccolo scolaro, affacciandosi con timorosa curiosità, nel
misterioso mondo di oscure cifre, ricerca un numero, figlio di altri due.
Una mano si tende con il palmo aperto, alla ricerca dell'altrui comprensione,
sperando in un minimo aiuto, che, sommato ad altri piccoli generosi atti d'amore,
danno il lasciapasare per un pasto frugale, regola comune non sempre rispettata.
Quanta sicurezza infonde la mano di un padre, che, appoggiata sulla spalla del
figlio, trasmette la magica sensazione di una protezione sicura, i timori vengono
spazzati via, non esiste paura, quell'appoggio paterno, come spada di fuoco, può
affrontare con certa vittoria, qualsiasi insidia che la vita può portare.
Le mani sanno anche tremare, quando le forti emozioni che trasmette l'amata,
invadono il proprio cuore, trascinando la mente in quella dimensione, dove tra
tante magiche irrealtà, l'unica cosa reale è il senso di appartenenza dell'eterno
amore. Quante cose sanno essere le mani, terminali visivi di tante emozioni,
esecutori precisi di qualsiasi impulso, che la mente e il cuore, trasmettono per
rendere visibili i più svariati sentimenti.
 
 
Vito
July 28

GUARDARSI NEGLI OCCHI

 
 

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Guardarsi negli occhi per scoprire nuovi mondi, immagini nuove
ma da sempre impresse nei cuori, come su tela perenne, che, sin
dall'inizio dei tempi, rimane sempre viva, perchè continuamente
restaurata da quell'abile artista chiamato amore.
Guardarsi negli occhi e scoprire nella mente, pensieri nascosti,
timidi nel mostrarsi, per timore di scalfire, identici pensieri, che,
come perle nel guscio ancora chiuso, sono, celati tesori nello
scrigno del cuore dell'amata.
Guardarsi negli occhi e scoprire antiche formule, impresse con
l'inchiostro del tempo, a caratteri universali, su mistiche pergamene,
che, srotolandosi un poco alla volta, mostrano la genesi e l'immutata
evoluzione del puro sentimento.
Guardarsi negli occhi, per vedere due candide colombe, che, con il
loro becco rivolto a nord, sfidano la fredda tramontana, che non
stempera il calore, che vicendevolmente si donano, imperitura  magìa
dell'essere l'uno per l'altra.
Guardarsi negli occhi e vedere luccicare una lacrima d'amore, che
racchiude tutta l'emozione dell'essere vicini, e avvertire misteriose e
incontrollate sensazioni, che, come macchina del tempo dei sentimenti,
li trasporta in una dimensione, dove il tutto e il nulla si fondono in un
contorno girotondante di stelle, floreali ghirlande e dorate foschie, che
omaggiano loro, centrale punto di riferimento.
Guardarsi negli occhi e vedersi vicendevolmente riflessi, con un appena
accennato sorriso, che racchiude tanti grazie, obbedienti sudditi di quello
regnante: Grazie per esserci, indispensabile completamento dell'opera
d'arte chiamata vita.
Guardarsi negli occhi e vedere semplicemente due cuori, che, leggendo
sconosciute note, sul pentagramma dell'amore, generano una dolce
melodia, carica di mllle suoni, colonna sonora dei loro sogni.
Quante meraviglie due innamorati riescono a guardare nei loro occhi, ma
per farlo, occorre la forza del vero amore, quello in cui non si ha timore di
perdersi, perchè, la stella che luminosa, mostra il sentiero del suo cuore,
splende sempre, giorno e notte.
Quante scintille, sprazzi di cosmici bagliori, impreziosiscono il fondo degli
occhi di due amanti, riflessi provenienti dall'anima, che, colma d'amore,
annulla il tempo, per vivere intensamente quegli istanti di apparente
eternità, dove il guardarsi negli occhi, suggella quell'amore, la cui poesia,
è scritta nel libro della loro vita.
 
 
Vito
 
July 27

LA VITA E' PREZIOSA

 
27 luglio

La vita è preziosa!!!!!

 
letto in un blog di una mia amica.....credo sia di " vitale " importanza!!!!  Vito
 
"Ognuno di voi che lo leggerà
faccia copia e incolla nel suo blog....
perchè  è un messaggio che tutti dovrebbero capire!!!!! Myspace
Mamma,
sono uscita con amici.
Sono andata ad una festa e mi sono ricordata
quello che mi avevi detto:
di non bere alcolici.
Mi hai chiesto di non bere
visto che dovevo guidare,
così ho bevuto una Sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa,
anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente,
mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare,
al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana
ed il tuo consiglio è stato giusto.
Quando la festa è finita, la gente ha iniziato
a guidare senza essere
in condizioni di farlo.
Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Images for your blog
Qualcosa di inaspettato!
Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e
sento un poliziotto che dice: "
il ragazzo che
ha provocato l'incidente era ubriaco".
Mamma, la sua voce sembra così lontana...
Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,
con tutte le mie forze, di non piangere.
Posso sentire i medici che dicono:
"questa ragazza non ce la farà!!!"
Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina
non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire...
Perchè le persone fanno tutto questo, mamma?
Sapendo che distruggeranno delle vite?
Il dolore è come se mi pugnalasse con un
centinaio di coltelli contemporaneamente.
Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma,
e dì a papà di essere forte.
Qualcuno doveva dire a quel ragazzo
che non si deve bere e guidare...
Forse, se i suoi glielo avessero detto,
io adesso sarei viva...
La mia respirazione si fa
sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi
momenti, e mi sento così disperata...
Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre
sono sdraiata, qui, morente....
Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo...
Ti voglio bene e.... addio"
 
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.
La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato.
Questo giornalista ha iniziato una campagna
contro la guida in stato di ebbrezza.
 
 
Se questo intervento è arrivato fino a te e lo cancelli...
potresti perdere l'opportunità,
anche se non bevi, di far capire a molte persone
che la tua Stessa vita è in pericolo.
Questo piccolo gesto può fare la differenza.
Aggiungi questo intervento nel tuo blog e fallo girare.
LA VITA E' PREZIOSA!!!Images for your blog
July 21

BORGO ANTICO

Ho scritto questo post, per descrivere il borgo vecchio del mio
paese, un posto che mi affascina sempre.

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Entro nel tuo regno di pace, le lucide chianche di pietra viva, sostengono i miei passi.
Respiro una atmosfera di tempi andati, un passato visibile negli occhi spalancati e
abbandonati  a lontani ricordi, di anziane signore, sedute davanti all'uscio di casa a
snocciolare immagini, che  come in un vecchio film, scorrono sbiadite, mostrando loro
stesse, con treccine un po sfatte, che  corrono felici verso un futuro, forse voluto migliore,
ma che ora è un presente da sempre accettato.
Mi addentro, accompagnato da un alone di poesia, sempre uguale, ma ogni volta rinnovato.
Piccole porte spalancate, con tendine ornate da manuali ricami, omaggio ad un' arte sulla via del
tramonto, tentano, con poco successo, di nascondere  allo sguardo curioso, l'interno di un regno,
dove i riti quotidiani si susseguono uguali, fin dai giorni andati, fin dove si perde l'antica memoria.
Profumi stimolatori di ingordi appetiti, invadono le vie, mi sento smarrito in questa inebriante
miscela  di salse cotte a lungo e legumi, portati a lenta cottura in pignate di terracotta, amabili
pietanze con  il magico ingrediente della semplicità.
Proseguo lento il cammino tra le strette viuzze, sollevo lo sguardo, alte e  nobili abitazioni di
vecchia  solidità, si fronteggiano fiere, cercando, in un  tentativo a stento riuscito di nascondere
malcelate intimità.
Lo sguardo sale in alto, fin dove uno spicchio di azzurro cielo, offre uno stacco cromatico, dalle
chiare mura.
Vasi di gerani  e variopinti fiori, adornano con cura maniacale, gli stretti balconcini con artistiche
ringhiere  in ferro battuto. La discesa di pochi gradini, mi porta su ampie balconate, a strapiombo
su verdi acque,  davanti alla salmastra immensità, che si estende lontano, tremolante orizzonte
dove risiedono i sogni e  si perdono i pensieri. Mi sento rapito da commossa beatitudine. 
Vengo distolto dai rintocchi dell'antico  orologio, che da innumerevoli anni,  scandisce i ritmi di
una vita che scorre più lentamente della solita frenesia, che giornalmente mi appartiene.
Qui il tempo sembra avere una diversa misura dal solito suo incessante scorrere, un miterioso
rallentare, un naturale ristoro per anime inquiete.
Attraverso un arco possente, e mi ritrovo nella solita quotidianeità, lasciandomi alle spalle, un
mondo quasi  ovattato, pieno di pace e poesia, serenità e antiche realtà, in attesa che ogni sera,
come una moderna  cenerentola, allo scoccare di una certa ora, frotte di persone e decine di
locali gastronomici, lo riportano  avanti nel tempo, a fargli assaporare quella frenetica sensazione,
scenografia dell'oggi.
 
 
Vito 
July 17

LUCE E GIOIA

 

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Quando il freddo muro della tristezza, eretto con i mattoni del pessimismo,
viene frantumato sotto i possenti colpi dell'amore e dell'amicizia, torni a
vedere quella calda e intensa luce, sorridente ambasciatrice della gioia e
della felicità.
Ti giri intorno per ammirare gli orizzonti, e nutrire tramite le avide pupille,
il cuore e l'anima, mai arrese, ma inascoltate dalla mente, sorda razionalità.
Sorridono le labbra, gli occhi, ora sorride anche la mente, ormai redenta
dall'infausto giogo di lamentose, ipnotiche nenie, e ammaliata da oscuro
presagio.
Sotto l'azzurro, tempestato da candide nubi, somiglianza dei nostri pensieri,
e trasportate dal fresco alito, potente respiro del mondo, decine di aquiloni,
sospese nell'aria con le loro code sinuose, trasmettono con intense vibrazioni,
mappe di ampi e incontaminati spazi, dove la fantasia dei bimbi, sorridenti e
sognanti, loro abili ammaestratori, possa volare senza freni e condizionamenti.
Quande cose un cuore sereno ti permette di vedere, su di un ramo fiorito,
un passero innamorato, rivolto verso un punto cardinale, non contemplato
nella rosa dei venti, e cioè quello dell'amore, intona la sua appassionata melodia,
antiche note rinnovate dal suo armonico vivere il nobile sentimento.
Pace e interiore serenità, tutto è rinnovato, il gelo si è sciolto, piccoli rivoli
scorrono via, lasciando in te un dolce tepore.
Più in la, un piccolo creatore di bolle, ti fa pervenire con muta leggerezza, le
sue tonde immaginazioni, nelle quali vedi rispecchiato il tuo volto sorridente,
......mah! è un sorriso? , si, sei proprio certo, è il tuo sorriso.
Sei li che ti perdi, rapito in quell'immagine, quando all'improvviso, scompare,
la bolla è sparita, esplosa in infinite microscopiche goccioline.
Non temere, ci sono centinaia di bolle che ti vengono incontro, centinaia di
sorrisi ancora da ammirare.
Il tempo, quando sei felice, trascorre veloce, come un falco in picchiata, si
avvicina il tramonto, perenne intermediario tra il chiaro giorno e l'oscurità
della sera, ma questo non ti fa paura, sei tranquillo, sereno, è tornata la
luce nel tuo cuore.
 
 
Vito
July 14

LUCE E SPERANZA

 
 

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In certi momenti, il cielo è un plumbeo offuscatore, che scatena con
cinica indifferenza, una violenta pioggia di perchè, che ti soprende,
come nel mezzo del deserto, senza un riparo, senza risposte, se non
altri perchè. Ho cercato intorno a me, tanti spiragli, riflessi che, seppur
di rimando, leggermente addolciscono l'amaro fiele.
Quante osai ho trovato, il commovente grazie di una amica, che è
anche il mio grazie; confortanti parole, appigli solidi ai quali aggrapparsi,
per non essere risucchiati dall'interrogativa mancanza di risposte;
il fiducioso rivolto alla madre celeste, rifugio sicuro di cuori sorpresi da
incerta deriva.
Affetti diversi, coesi in un'unica arma, che, con lama, non metallica,
ma forgiata con lega d'affetto e amicizia, ha sferrato precisi fendenti,
dissolvendo come sabbia al vento, i mille perchè, provocando al
disegno di uno degli scenografi della vita, quello della tristezza, squarci
profondi, dai quali, raggi di sole dal primaverile tepore, sono fuoriusciti
scaldando il cuore.
Ora la luce si espande, come ingorda divoratrice del buio, che, provando
su se stesso, la malinconia provocata, fugge inorridito, cosciente della sua
gretta condizione, e inaspettata debolezza.
Mi giro e mi rigiro con infantile giocosità, devo far radicare la convinzione
che è la luce a sconfiggere il buio, sempre.
Sarà forse per antiche formule  mai  svelate?
sarà forse per teoremi oscuri di misteri mai dipanati?
o forse  per la semplice necessità di dissodare il cuore,  per permettere alla
speranza di attecchire e germogliare con forti e resistenti radici?
Sicuramente la risposta e quella più semplice: accogliere i tanti semi
di speranza che giungono e cercare in loro, ormai radicati nel cuore, anche la
minima luce, sapendo che anche una piccola candela può sconfiggere il
buio più pesto.
 
 
Vito
July 10

MADRE CELESTE

 
 
 
Un paio di mesi fa scrissi questa preghiera, affinchè
una mia amica la portasse nella grotta della Madonna di Lourdes,
la voglio pubblicare, e condividerla con voi perchè ancora una
volta sento il bisogno di rivolgermi a lei.
 
 

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MADRE CELESTE, NOSTRA CONSOLATRICE.
A TE RIVOLGO I MIEI AFFANNI, LE MIE TRISTEZZE.
TU CHE HAI SUBìTO L'ONTA DEL PIU' GRANDE DOLORE,
CHE FU L'UCCISIONE DI TUO FIGLIO.
TU CHE HAI VERSATO AMARE LACRIME
NEL CALICE DELLA SALVEZA DEGLI UOMINI,
CONSOLA LE MIE, CHE INDEGNAMENTE TI OFFRO.
FA CHE LA TUA LUCE CELESTE ILLUMINI
I NOSTRI CUORI, E CHE IL BUIO CHE RICOPRE
IL MONDO, SCHIARISCA PIAN PIANO,
FINO A CHE, ALL'ORIZZONTE SIA VISIBILE
LA RADIOSA ALBA DELLA SPERANZA
E DELLA REDENZIONE DI TUTTI NOI.
FA' CHE IL MANTO CELESTE PROTEGGA
LE GENTI DALLA CRUDELTA', DAGLI ORRORI,
DALLA MISERIA, DALLA IPOCRISIA,
DALLE SATANICHE TENTAZIONI CHE,
CON AMMALIANTI PROMESSE,
MASCHERATRICI DEL MALE,
BUSSANO AI NOSTRI CUORI.
FA CHE VENGANO ABOLITI GLI SCALINI
DEL BENESSERE, E CHE CI PONIAMO
 SU DI UNO, UGUALE PER TUTTI.
GUERRE, FAME, SETE, MALATTIE, SONO IL FRUTTO
DEI NOSTRI EGOISMI, ISPIRA I CUORI
DI TUTTI NOI, FA CHE QUESTE PIAGHE,
SIANO COMMISEREVOLI RICORDI
DI UN'EPOCA DEL MALE.
MADRE DI DIO, INTERCEDI PRESSO
TUO FIGLIO, FA CHE IL DUBBIO NON
ALBERGHI NEL MIO CUORE,
PROTEGGI SEMPRE CHI TI PORTA QUESTA
MIA PREGHIERA, E FA CHE IL
CAMMINO CHE HO INTRAPRESO
ANCHE CON LE SUE PAROLE
CONTINUI SEMPRE NELLA GIUSTA DIREZIONE
AMEN
July 07

CHIEDERSI PERCHE'

 

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Situazioni che sfiorano la mente, come folate di vento fanno rabbrividire.
Discorsi vissuti, sproni di elevata spiritualità, che placavano come mari
in bonaccia, dubbi e tristezze, simili a tarli che rodono il legno.
Quando la luce, che di continuo, con il suo alone di soffusa luminiscenza
rischiara la penombra, viene a spegnersi, il buio nutre con ingorda
meticolosità, paure che credevi scomparse, ma che, latenti, erano in
agguato, simili a  branchi di lupi in caccia.
Come traffico impazzito, nell'ora di punta, mille pensieri, pongono continui
interrogativi, un via vai di dubbi, ammaestrati dal cinico parassita, che
come sanguisughe, assorbendo i tanti timori, ingrassano la sua voglia di
altrui incertezze. Amare considerazioni prendono il sopravvento, ma il
cuore resiste, per cercare dei perchè che non trova, ma che pur da
qualche parte sono ben nascosti, forse  evitando timorose comparse,
per paura di recare un sentimento peggiore dell'incertezza.
Timori di infausti eventi, lontani accadimenti, che continueranno ad
essere supposti, non conoscendo la via che porta alla risposta, quella
via mai rivelata, che ha sempre nascosto un volto amico, dietro una
sagoma oscura, con occhi e sorrisi usurpati da un freddo interrogativo,
simbolo crudele di un'assente presenza.
Che amarezza il voler e non poter sapere.
Questo è quel che prospetta il funesto ispiratore, il cerbero latrante
adoratore dell'oscurità, dove coinvogliano e trovano rifugio le anime
arrese di chi è stanco di lottare.
No, non la resa, è questo il momento di raccogliere le forze e porre una
barriera, attendere fiduciosi che i continui, ma sterili attacchi, abbiano
fine, fino a che una mattina,  salutando il nuovo giorno, ci sarà di nuovo
quella luce che si era spenta, e che, unita all'alba nascente, farà cadere
in piccoli pezzi, l'interrogativo celante, sovrapposto oscuratore
di un volto amico.
 
Vito